Contabilizzazione del calore: Norma UNI 10200 e progettazione obbligatoria


L’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 102 del 4 luglio 2014 in recepimento alla direttiva europea EED n. 2012/27/UE (Direttiva sull’Efficienza Energetica) prevede il riparto delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria secondo quanto indicato dalla versione attuale della normativa tecnica UNI 10200 (2013).

Il decreto, all’art.16, prevede delle sanzioni per quei condomini che non si adegueranno a quanto stabilito da tale normativa.

Il metodo attualmente utilizzato per la ripartizione delle spese del condominio, sebbene preciso ed utilizzato comunemente nel resto dell’Unione Europea, non risponde in pieno a quanto prescritto dalla normativa e dalla legge italiana.

La norma tecnica UNI 10200, citata all’interno del testo di legge, prevede che uno specialista abilitato certifichi diversi altri parametri aggiuntivi necessari al riparto dei costi: occorre infatti che venga effettuato il calcolo dei fabbisogni energetici dell’edificio e di ogni singolo appartamento, nonché la determinazione della effettiva potenza termica installata di ogni singolo corpo scaldante.

 

I costi che concorrono alla spesa totale del condominio sono i seguenti:

 

  • spese per il combustibile (da suddividersi tra quota fissa e quota a consumo)
  • spese l’energia elettrica (da suddividersi tra quota fissa e quota a consumo)
  • costi di manutenzione (da considerarsi nella quota fissa)
  • costi per la ripartizione (da considerarsi nella quota fissa)

 

Il consumo volontario è quanto ogni utente consuma, così come rilevato dagli strumenti di misura ista installati (ripartitori, contatori d’acqua, contatori di calore).

I consumi involontari sono invece quei consumi che considerano le perdite di rete e che sono legati alla tipologia dell’impianto e alle coibentazioni dello stabile. Ovvero si tratta della capacità potenziale di assorbire calore.

Quando è presente la termoregolazione, si tratta di una frazione del fabbisogno ideale annuo di energia termica utile, calcolata secondo la norma UNI TS 11300.

Queste spese devono essere divise in modo proporzionale al fabbisogno di energia di ogni singolo utente, determinato appunto da un tecnico abilitato.

 

N.B.: si ricorda che la norma 10200 non consente l’utilizzo di coefficienti correttivi (o di compensazione) legati all’esposizione o alla posizione dell’appartamento.