Distacco dall’impianto centralizzato: normative ed obbligo relazione tecnica


relazione tecnica

Nonostante la disciplina statale relativa al contenimento dei consumi energetici degli edifici enuncia in linea di principio che “è preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti”, ammette in via eccezionale che l’impianto termico centralizzato possa essere trasformato in impianti con generazione di calore separata per ogni singola unità abitativa, qualora sussistano cause tecniche o di forza maggiore dichiarate in un’apposita relazione tecnica. (art. 4, comma 9 e comma 25 del D.P.R. 59/2009)

Con la legge n° 220 del 11 dicembre 2012 (“Modifiche alla disciplina del condominio”) viene modificato l’articolo 1118 del Codice Civile:

Articolo 3

“Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini”.

“In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59

Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. (09G0068)

  1. In tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell’impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW, appartenenti alle categorie E1 ed E2, così come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, è preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti; le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere ad eventuali interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unità abitativa devono essere dichiarate nella relazione di cui al comma 25.

 

25. Il progettista dovrà inserire i calcoli e le verifiche previste dal presente articolo nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici, che, ai sensi dell’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell’edificio,  chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti secondo le disposizioni vigenti, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26 della stessa legge.

Schemi e modalità di riferimento per la compilazione delle relazioni tecniche sono riportati nell’allegato E al decreto legislativo. Ai fini della più estesa applicazione dell’articolo 26, comma 7, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, negli enti soggetti all’obbligo di cui all’articolo 19 della stessa legge, tale relazione progettuale dovrà essere obbligatoriamente integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione della norma predetta a tale fine redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato.

 

Legge 10/91

Art. 28

(Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni)

1. Il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in comune, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26, il progetto delle opere stesse corredate da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista o dai proggettisti, che ne attesti la rispondenza alle prescrizioni della presente legge.

2. Nel caso in cui la denuncia e la documentazione di cui al comma 1 non sono state presentate al comune prima dell’inizio dei lavori, il sindaco, fatta salva la sanzione amministrativa di cui all’articolo 34, ordina la sospensione dei lavori sino al compimento del suddetto adempimento.

3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192)).

4. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192)).

5.  La  seconda  copia  della  documentazione  di  cui  al  comma  1, restituita dal comune con l’attestazione dell’avvenuto deposito, deve essere consegnata a cura del proprietario dell’edificio, o di chi  ne ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel  caso  l’esistenza  di questi non sia prevista dalla legislazione vigente, all’esecutore dei lavori. Il direttore ovvero l’esecutore dei lavori sono  responsabili della conservazione di tale documentazione in cantiere.

 

Art. 25.

(Ambito di applicazione)

1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque ne  sia  la  destinazione d’uso,  nonché  mediante il disposto dell’articolo 31, l’esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.

2.   Nei   casi   di  recupero  del  patrimonio  edilizio  esistente, l’applicazione del presente titolo è graduata in relazione  al  tipo di  intervento,  secondo  la  tipologia  individuata dall’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457.

 

Art. 26

(Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti)

 

1. Ai nuovi  impianti,  lavori,  opere,  modifiche,  installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia,  alla  conservazione,  al risparmio  e  all’uso  razionale  dell’energia,   si   applicano   le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 28  gennaio  1977,  n. 10,   nel   rispetto   delle   norme    urbanistiche,    di    tutela artistico-storica e ambientale.  Gli  interventi  di  utilizzo  delle fonti di energia  di  cui  all’articolo  1  in  edifici  ed  impianti industriali non sono soggetti  ad  autorizzazione  specifica  e  sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui agli  articoli  31  e  48  della  legge  5  agosto  1978,   n.   457.

L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da  parte  di installatori qualificati, destinati  unicamente  alla  produzione  di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e  negli  spazi  liberi privati   annessi,   è    considerata    estensione    dell’impianto idrico-sanitario già in opera.

2. Per gli interventi sugli  edifici  e  sugli  impianti  volti  al contenimento del consumo energetico ed all’utilizzazione delle  fonti di  energia  di  cui  all’articolo  1,  individuati   attraverso   un attestato di prestazione energetica o  una  diagnosi  energetica realizzata  da  un  tecnico  abilitato,   le   pertinenti   decisioni condominiali  sono  valide  se  adottate  con  la  maggioranza  degli intervenuti, con un numero di voti che rappresenti  almeno  un  terzo del valore dell’edificio.

3. Gli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d’uso, e gli impianti non di processo ad essi associati devono essere progettati e messi in opera in modo tale da contenere al massimo,  in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica.

4. Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma  1 dell’articolo  4,  sono  regolate,  con  riguardo  ai  momenti  della progettazione,  della   messa   in   opera   e   dell’esercizio,   le caratteristiche energetiche degli edifici e  degli  impianti  non  di processo ad essi associati, nonché dei componenti  degli  edifici  e degli impianti.

5.  Per  le  innovazioni  relative  all’adozione  di   sistemi   di termoregolazione  e  di  contabilizzazione  del  calore  e   per   il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base  al  consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio delibera con  le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del  codice civile.

6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di  edifici  di  nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo la  data di entrata in vigore della presente legge, devono essere progettati e realizzati in modo  tale  da  consentire  l’adozione  di  sistemi  di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per  ogni  singola unità immobiliare.

7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad  uso  pubblico è fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli  stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia salvo impedimenti di natura tecnica od economica.

8. La progettazione di nuovi edifici  pubblici  deve  prevedere  la realizzazione di ogni impianto, opera  ed  installazione  utili  alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia.

 

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